Carcinosi Peritoneale

Il peritoneo è una sottile membrana che ricopre gli organi endoaddominali e le pareti interne della cavità addominale.Alcuni tumori maligni, in particolare quelli che originano dagli organi dell’apparato digerente, soprattutto stomaco e colon, e da quelli dell’apparato riproduttivo, l’ovaio, hanno la capacità di disseminare le loro cellule sulla superficie di questa membrana. Si formano pertanto delle metastasi peritoneali.Alcuni altri tumori, molto più rari, originano direttamente dalle cellule peritoneali Questi sono i tumori primitivi del peritoneo, (pseudomixoma, mesotelioma)All’inizio le cellule neoplastiche non sono visibili, ma successivamente se il tumore continua a crescere a poco a poco il peritoneo si ricopre di noduli di varie dimensioni, da pochi mm. ad alcuni cm. che si diffondono sulle pareti e sui visceri, condizionando retrazioni, stenosi, perforazioni e la formazione di ascite.Questo tipo di diffusione fino a poco tempo fa veniva considerata molto grave, inoperabile, ed i pazienti non venivano trattati o trattati solamente con terapie convenzionali con una aspettativa di vita nella maggior parte inferiore ai 6 mesi.La diagnosi viene effettuata con vari esami radiologici (ECO; TAC; RNM) e scintigrafici come la PET, nonché con il dosaggio dei Markers tumorali (CEA;GICA;Ca 125)Negli ultimi anni è stata messa a punto una tecnica molto aggressiva che sfrutta le potenzialità terapeutiche sia della chirurgia che dei farmaci antiblastici, unitamente all’effetto del calore.

LE PATOLOGIE

Patologia: Carcinosi Peritoneale

Il peritoneo è una sottile membrana che ricopre  gli organi endoaddominali  e le pareti interne della cavità addominale.Alcuni tumori maligni, in particolare quelli che originano dagli organi dell’apparato digerente, soprattutto stomaco e colon, e da quelli dell’apparato riproduttivo, l’ovaio, hanno la capacità di disseminare le loro cellule sulla superficie di questa membrana. Si formano pertanto delle metastasi peritoneali.Alcuni altri tumori, molto più rari, originano direttamente dalle cellule peritoneali Questi sono i tumori primitivi del peritoneo, (pseudomixoma, mesotelioma)All’inizio le cellule neoplastiche non sono visibili, ma successivamente se il tumore continua a crescere a poco a poco il peritoneo si ricopre di noduli di varie dimensioni, da pochi mm. ad alcuni cm. che si diffondono sulle pareti e sui visceri, condizionando retrazioni, stenosi, perforazioni e la formazione di ascite.Questo tipo di diffusione fino a poco tempo fa veniva considerata molto grave, inoperabile, ed i pazienti  non venivano trattati  o trattati solamente con terapie convenzionali con una aspettativa di vita nella maggior parte inferiore ai 6 mesi.La diagnosi viene effettuata con vari esami radiologici (ECO; TAC; RNM) e scintigrafici come la PET, nonché con il dosaggio dei Markers tumorali (CEA;GICA;Ca 125)Negli ultimi anni è stata messa a punto una tecnica molto aggressiva che sfrutta le potenzialità terapeutiche sia della chirurgia che dei farmaci antiblastici, unitamente all’effetto del calore.

Terapia Chirurgica: Peritonectomia con chemioterapia ipertermia intraperitoneale CIIP

La tecnica  (Peritonectomia con resezione multiviscerale e chemioterapia ipertemica intraperitoneale) è stata proposta inizialmente in America dal Prof. Paul Sugarbaker e successivamente si è diffusa in  molti  specialistici centri europei.

Il  principio  su cui si basa  è quello del sinergismo: sia il calore che la chemioterapia hanno singolarmente un effetto distruttivo sulle cellule neoplastiche, combinandoli insieme il risultato si potenzia al massimo( effetto sinergico)

Inoltre, dal momento che è dimostrato sperimentalmente che l’efficacia del trattamento è tanto maggiore quanto minore è la quantità di tumore su cui si deve agire, l’intervento chirurgico, sempre complesso e delicato, permette di ridurre ad un livello minimo la neoplasia presente.

in pratica durante l’intervento il chirurgo effettua la rimozione più completa possibile del tumore, asportando la membrana peritoneale interessata, e gli organi massivamente coinvolti dalla neoplasia.( peritonectomia parziale o totale e resezione multiorgano)

Successivamente, sempre durante l’intervento stesso, utilizzando una apposita tecnica ed una apposita strumentazione per la circolazione extracorporea, tutta la cavità addominale viene perfusa con il chemioterapico riscaldato a 42 .5 gradi per un’ora.

Ovviamente non lo stesso farmaco viene utilizzato per tutte le neoplasie, ma per ogni tumore vi è uno schema terapeutico preciso e collaudato.

Al termine di tutta la procedura, si ottiene il risultato di aver asportato tutta la malattia possibile e di averla curata localmente al meglio  utilizzando l’effetto dei farmaci e del calore.

La programmazione terapeutica  e  l’esecuzione dell’intervento richiedono specifiche competenze radiologiche, oncologiche, chirurgiche ed anestesiologiche.

Va però ricordato che  anche se ci sono  molte evidenze in letteratura che dimostrano  un consistente miglioramento prognostico nei pazienti trattati in questo modo con sopravvivenze a 5 anni riportate intorno all’80% nei tumori appendicolari, 40% in quelli colici e gastrici, la procedura non è  esente da rischi di complicanze maggiori e di mortalità  ed allo stato attuale non è ancora  da considerarsi routinaria.