Chirurgia dell’Ernia Inguinale

  • Cos’è l’ernia? Per ernia si intende la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene attraverso un orifizio o un canale anatomico o comunque attraverso una soluzione di continuo. Nel caso dell’ernia inguinale questa fuoriuscita avviene in regione inguinale.
  • Diffusione: L’ernia inguinale è una delle patologie più diffuse al mondo con netta prevalenza nel sesso maschile (rapporto uomo: donna 7-10:1). Questa differenza è dovuta ad una differente struttura anatomica. A livello embrionario i testicoli originano all’interno della cavità addominale e con lo sviluppo del feto questi migrano nello scroto per  potersi sviluppare ad una temperatura adegata (35 gradi a livello dello scroto contro i 37 gradi endoaddominali). Cosi facendo i testicoli portano con se i vasi  necessari per il nutrimento e il deferente deputato al trasporto degli spermatozoi dal testicolo al pene.  Questo condotto attraversato da vasi, nervi, deferente rimane quindi una zona di minor resistenza nella quale è più facile avvenga uno sfondamento da parte degli organi interni.
  • Fattori di rischio: l’età e sicuramente un fattore importante nell’insorgenza dell’ernia inguinale in quanto in rapporto alla lassità dei tessuti. Anche persone  sottoposte a sforzi importanti sono più soggetti all’insorgenza di ernia inguinale.
  • Sintomatologia: in molti casi l’ernia inguinale non da particolari disturbi, in altre situazioni invece i fastidio può diventare un dolore insopportabile in rapporto all’innervazione della zona coinvolta.
Oltre al dolore l’ernia si può manifestare come una tumefazione in regione inguinale che si esacerba con lo     sforzo o coi colpi di tosse.
  • Complicanze:  Una della complicanze che possono verificarsi in presenza di ernia inguinale è incarceramento di materiale (intestino o omento) all’interno del sacco erniario. Nel momento in cui il contenuto erniario non risulta più riducibile in addome il paziente deve recarsi al più vicino pronto soccorso. Ancora più grave è la situazione in cui il viscere erniato risulta compresso e il deflusso di sangue impedito dallo strangolamento dei vasi. Questa complicanza è abbastanza rara ( circa il 4%) ma implica il rischio di una necrosi o perfino una perforazione dell’intestino. In questo caso  l’intervento chirurgico si rende indispensabile nel giro di poche ore.

LE PATOLOGIE

Patologia: Ernia Inguinale

Per <b>ernia</b> si intende la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene attraverso un orifizio o un canale anatomico o comunque attraverso una soluzione di continuo. Nel caso dell’ernia inguinale questa fuoriuscita avviene in regione inguinale.

Terapia Chirurgica: Riparazione dell'ernia con rete

  • Cura:  il gold standard per il trattamento dell’ernia inguinale risulta essere l’intervento chirurgico.

Esistono diversi tipologie d’intervento:  quelle per via anteriore o preperitoneali (sec. Liechtenstein, sec. Rutkow) oppure per via posteriore o properitoneale sec KUGEL.

Io adotto la tecnica KUGEL in quanto a mio avviso presenta notevoli vantaggi. Dal punto di vista estetico è sufficiente una piccola incisione in regione inguinale di soli 2-3 cm.

Posizionando la rete nella zona pro peritoneale non vi è la necessità di fissarla, a  differenza che per le tecniche anteriori,  ovviando così al rischi di intrappolare vasi o nervi causando dolori cronici. La convalescenza e la ripresa delle normali attività è più breve e il  disagio per il paziente è minimo. Il tasso di recidive con questa tecnica è nettamente inferiore rispetto alle altre, questo perché, se noi immaginiamo una diga con una falla e io devo utilizzare una placca per chiudere questa falla, nel momento vado a posizionare la placca al davanti della diga sono costretto  fissarla, non avendo comunque garanzia della tenuta.

Se invece posiziono la mia placca (o nel nostro caso la rete) all’interno della diga sarà la forza stessa dell’acqua a mantenere in sede la placca garantendomi una tenuta sicura senza la necessità di punti di fissaggio. Nello stesso modo la pressione endoaddominale manterrà in sede la rete, che non dovrà essere fissata,  diminuendo al minimo il rischiio di recidive  e di intrappolamento di nervi.