Neoplasie del Fegato

Il Fegato è situato nel l’ipocondrio di dx, è diviso in 2 lobi, dx e sin. L’ilo epatico contiene le principali struttura vascolari del fegato: l’arteria epatica, la via biliare e la vena porta. Le altre strutture vascolari importanti sono le vene sovraepatiche (3) che sboccano nella  vena cava. Al lobo dx è attaccata la colecisti che funge da serbatoio per la bile che viene riversata nell’intestino attraverso la via biliare.fegato dx-sxIl fegato è il più importante “laboratorio” dell’organismo, ed al suo interno avvengono processi metabolici indispensabili e vitali. Esso è sede di neoplasie   primitive, cioè originate direttamente dalle cellule epatiche, come gli epatocarcinomi, frequentemente associati a malattie infettive  (Epatite B e C e a malattie croniche epatiche come la cirrosi), di neoplasie delle vie biliari (Colangiocarcinomi) e neoplasie secondarie o metastati che quando le cellule originano da  tumori con sede in altri organi, prevalentemente del tratto gastroenterico.Anche la colecisti  e le vie bilari extraepatiche possono dare origini a tumori per i quali è spessissimo indicata anche  ad una resezione del fegato.Il trattamento  è spesso complesso, ma al giorno d’oggi le resezioni epatiche sono effettuate routinariamente in moltissimi centri fra cui il nostro con tassi di mortalità di complicanza assolutamente accettabili .La diagnosi si effettua principalmente  attraverso esami strumentali (Eco, TAC, RNM) ed ematici (dosaggio CEA, GICA, Alfafetoproteina)In particolare la resezione chirurgica è indicata ed è l’unica effettiva possibilità terapeutica nei pazienti con metastasi epatiche da tumori colorettali, una volta giudicati inguaribili, per i quali la sopravvivenza a 5 anni dopo resezione arriva in certe casistiche al 40%.Nei tumori primitivi la sopravvivenza dei pz. resecati supera il 30%.Esistono diversi tipi di intervento resettivo (epatectomia dx, sin, segmentectomie),più o meno estesi, con ricostruzioni biliari più o meno complesse ( Resezioni del carrefour, complete, incomplete), ma tutti si prefiggono lo scopo di asportare la malattia preservando la maggior quantità possibile di parenchima funzionante (proprio per tutelare al massimo la funzione “laboratorio” cui abbiamo accennato prima), riducendo al massimo le perdite ematiche.Lasciare una adeguata quantità di parenchima funzionante ed evitare una eccessiva perdita  ematica  sono i 2 punti cruciali della terapia chirurgica del fegato.

LE PATOLOGIE